Previsioni economiche di primavera

La crescita riparte

Bruxelles, 8 maggio 2006

Previsioni economiche di primavera della Commissione per il 2006-2007: la crescita riparte

Secondo le previsioni economiche di primavera della Commissione, nel 2006 la crescita economica dovrebbe riprendere raggiungendo il 2,3% nell’Unione europea e il 2,1% nell’area dell’euro, a fronte rispettivamente dell’1,6% e dell’1,3% nel 2005. Questa ripresa è dovuta principalmente alla forte crescita degli investimenti, al mantenimento di una crescita mondiale vigorosa e al miglioramento delle prospettive economiche per la Germania. Nel 2007 la crescita dovrebbe rallentare lievemente, scendendo al 2,2% nella UE e all’1,8% nell’area dell’euro. La UE nel suo complesso dovrebbe creare 3,5 milioni di nuovi posti di lavoro durante il periodo 2006-2007, dopo averne creati circa 3 milioni nel corso dei due anni precedenti. Ciò contribuirà a far scendere la disoccupazione nella UE da un livello record di oltre il 9% nel 2004 ad un livello previsto dell’8,2% nel 2007. Un dato ragguardevole è che l’inflazione resta stabile a poco più del 2%, malgrado la crescita vertiginosa dei prezzi del petrolio, che continuano a rappresentare il principale rischio per la crescita economica.

“Sia la UE che l’area dell’euro dovrebbero registrare una crescita nettamente più sostenuta quest’anno. Tuttavia, raggiungere il potenziale di crescita o superarlo leggermente non è sufficiente e taluni paesi sono ben lontani dallo sfruttare appieno il proprio potenziale. L’Europa deve proseguire sulla via delle riforme, correggere gli squilibri di bilancio laddove esistano e liberare risorse da spendere nella R&S, nell’innovazione e nell’istruzione dove gli investimenti sono maggiormente necessari. Soltanto così il tasso di disoccupazione scenderà ulteriormente”, ha dichiarato il commissario competente per gli affari economici e monetari, Joaquìn Almunia.

Le previsioni economiche pubblicate oggi dalla Commissione annunciano una crescita economica del 2,3% nella UE e del 2,1% nell’area dell’euro, che è di circa ¾ di punto percentuale superiore alla crescita dello scorso anno e di 0,2 punti percentuali superiore alle previsioni di sei mesi fa. Nel 2007 la crescita dovrebbe registrare una lieve flessione scendendo al 2,2% nella UE e all’1,8% nell’area dell’euro (cfr. tabelle allegate).

Nel 2006 la crescita economica sarà trainata dal rafforzamento della domanda interna, in particolare dagli investimenti in attrezzature, la cui crescita è stata pari o superiore al 5% in entrambe le aree, a fronte di meno del 4% nel 2005, e dovrebbe lievemente rallentare al 4,5% nel 2007. Anche le esportazioni continueranno ad essere supportate dalla forte espansione dell’economia mondiale e dagli incrementi di competitività delle imprese della UE in taluni Stati membri. Inoltre sta migliorando anche la situazione della Germania, dove la crescita dovrebbe raggiungere l’1,7% quest’anno (0,9% nel 2005), ma poi scendere temporaneamente all’1,0% nel 2007. Questo profilo di crescita tiene conto delle misure di bilancio previste che sul periodo biennale in media dovrebbero esercitare un effetto neutro sulla crescita.

Gli investimenti delle imprese alimentano la crescita

La crescita della produzione è in aumento dalla seconda metà del 2005, soprattutto per via di una ripresa degli investimenti. Ciò è dovuto ad una risalita della fiducia delle imprese, al miglioramento delle prospettive di profitto, alle favorevoli condizioni di finanziamento e ad un maggiore ricorso agli investimenti di sostituzione dopo un lungo periodo di crescita limitata in questo ambito.

Data la permanenza delle condizioni favorevoli, anche nel 2006 gli investimenti dovrebbero continuare a crescere, prima di registrare una flessione nel 2007. Anche i consumi privati riprenderanno, sebbene in misura più modesta in quanto i miglioramenti nel mercato del lavoro sono più graduali.

Calo graduale della disoccupazione

La crescita dell’occupazione ha registrato una ripresa graduale nel 2005 e dovrebbe ulteriormente migliorare, in particolare nel settore dei servizi. Nel complesso la UE dovrebbe creare 3,6 milioni di nuovi posti di lavoro nel periodo 2006-2007, 2,4 milioni dei quali nell’area dell’euro.

Tuttavia il calo della disoccupazione continuerà ad essere graduale, tenuto conto dell’incremento della forza lavoro che si verifica tradizionalmente in caso di miglioramento del mercato del lavoro. Dopo aver registrato un picco di circa il 9% nel 2004 in entrambe le aree, nel 2005 il tasso di disoccupazione ha cominciato ad arretrare grazie in particolare agli effetti positivi delle riforme strutturali sia nei mercati del prodotto che nel mercato del lavoro. Nel 2007 la disoccupazione dovrebbe scendere a poco più dell’8% sia nella UE che nell’area dell’euro.

Nel 2005 l’inflazione è rimasta stabile al 2,2% sia nella UE che nell’area dell’euro, un risultato notevole se si considera l’impennata dei prezzi del petrolio. Sebbene i prezzi dell’energia siano cresciuti rapidamente, l’inflazione di fondo (core) è diminuita, il che dimostra che l’impennata del prezzo del petrolio non ha esercitato effetti di secondo impatto significativi. Considerato che secondo le previsioni tali effetti continueranno ad essere ampiamente assenti, l’inflazione globale (headline) dovrebbe mantenersi appena al di sopra del 2% nel periodo oggetto di previsione in entrambe le aree.

La situazione delle finanze pubbliche nel 2005 è risultata migliore di quanto previsto in autunno. La sorpresa positiva è dovuta ad una spesa meno elevata del previsto, che ha più che compensato la diminuzione delle entrate. Malgrado questo miglioramento generale, sette Stati membri, tra cui quattro membri dell’area dell’euro, hanno registrato un disavanzo delle amministrazioni pubbliche di oltre il 3% del PIL, il valore di riferimento fissato nel trattato di Maastricht. Nel 2006 il disavanzo delle amministrazioni pubbliche in percentuale del PIL dovrebbe restare invariato al 2,3% nella UE e al 2,4% nell’area dell’euro, prima di scendere lievemente nel 2007.

Le prospettive mondiali restano brillanti, ma i rischi persistono

La ripresa della crescita nella UE è sostenuta da prospettive mondiali favorevoli. La crescita mondiale dovrebbe raggiungere il 4,6% quest’anno e il 4,3% nel 2007. Negli Stati Uniti la crescita subirà una leggera flessione, ma resterà a circa il 3% lungo il periodo oggetto di previsione, mentre l’Asia, escluso il Giappone, dovrebbe registrare dei tassi di crescita di oltre il 7½%. Il Giappone stesso dovrebbe registrare una crescita del 2,8% quest’anno e del 2,4% nel 2007.

Tuttavia, il versante esterno presenta anche delle minacce per le prospettive economiche dell’Europa. Una correzione disordinata degli squilibri delle bilance delle partite correnti a livello mondiale resta uno dei principali rischi di revisione al ribasso delle previsioni.

A breve termine il rischio principale proviene tuttavia dai mercati del petrolio. Poiché le capacità inutilizzate sono molto scarse, i mercati sono estremamente vulnerabili alle perturbazioni effettive e potenziali degli approvvigionamenti. Considerato che i prezzi attualmente elevati del petrolio contengono un premio di rischio significativo dovuto a tensioni geopolitiche, le ipotesi relative ai prezzi del petrolio sui quali si basano le previsioni (68,9 dollari al barile in media per il 2006 e 71 dollari al barile per il 2007) sono soggette ad un rischio considerevole, sia al rialzo che al ribasso.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...