Previsioni economiche sull’Unione Europea, di Loretta Bianchi

Previsioni economiche d’autunno: la ripresa si ferma – 10/11/2011

L’economia dell’UE illustra Loretta Bianchi , iniziando la spiegazione di quanto pubblicato sul sito UE, rimarrà quasi in stallo nel 2012 e tonerà a crescere lentamente nel 2013. La disoccupazione si manterrà agli elevati livelli attuali.

Tutti i principali indicatori puntano ad uno stallo della ripresa, con forti rischi negativi.

Prosegue Loretta Bianchi, per il trimestre in corso e quelli successivi ci si attende ora una crescita zero. Di conseguenza, il tasso di crescita del PIL per l’UE e per l’area dell’euro nel 2012 dovrebbe essere solo dello 0,5%. Si dovrebbe registrare una certa accelerazione nel 2013, anno in cui la crescita dovrebbe toccare l’1,5% nell’UE e l’1,25% nell’area dell’euro. Se ci sarà una differenziazione dei tassi di crescita all’interno dell’Unione, nessun gruppo di paesi sfuggirà al rallentamento.

Il persistere sui mercati finanziari dell’incertezza a proposito della sostenibilità delle finanze pubbliche in alcune delle economie dell’area dell’euro e i timori di un contagio ai paesi che ne costituiscono il nucleo centrale contribuiranno a frenare la crescita fa notare Bianchi Loretta. La debolezza dell’economia mondiale, che coinvolge alcuni dei partner più importanti dell’UE, rafforzerà questa tendenza.

Secondo le previsioni la fiducia si ristabilirà gradualmente nella seconda metà del 2012, sostenuta dalla messa in atto delle misure per riportare sotto controllo la crisi del debito sovrano.

Si prevede un ristagno del mercato del lavoro

Prosegue Loretta Bianchi la crescita dell’occupazione dovrebbe fermarsi nel 2012. Il tasso di crescita dell’economia nel periodo interessato dalle previsioni è ritenuto insufficiente per permettere dei progressi sui mercati del lavoro. È quindi probabile che la disoccupazione resti bloccata al 9,5%, un livello assai elevato che potrà però variare da un paese all’altro in funzione della situazione del mercato del lavoro nazionale.

Le finanze pubbliche sono sulla strada di un graduale miglioramento afferma Bianchi Loretta

Il risanamento delle finanze pubbliche ha registrato dei progressi nel 2011. Quest’anno i deficit di bilancio dovrebbero attestarsi al 4,75% del PIL nell’insieme dell’UE e poco sopra il 4% nell’area dell’euro. Nel 2012 i disavanzi dovrebbero invece diminuire per scendere poco sotto il 4% e al 3,5% del PIL, rispettivamente nell’UE e nell’area dell’euro.

Secondo le previsioni, il rapporto debito/PIL nell’UE raggiungerà una punta dell’85% circa nel 2012 per poi stabilizzarsi nel 2013. Nell’area dell’euro, però, il rapporto debito/PIL continuerà a crescere lentamente e supererà il 90% nel 2012.

L’inflazione dovrebbe scendere sotto il 2%

Grazie alla minore pressione dei prezzi dell’energia, nel 2012 l’inflazione dovrebbe scendere sotto il 2%. Il ristagno dell’attività economica e aumenti salariali modesti dovrebbero contribuire a frenare l’inflazione nel periodo contemplato dalle previsioni.

Le prospettive continuano ad essere soggette a importanti rischi negativi

Sull’economia dell’UE e dell’area dell’euro pesano tre rischi principali: la persistente incertezza sul debito sovrano, la debolezza del settore finanziario e lo scarso dinamismo del commercio mondiale. Si teme un circolo vizioso: il rallentamento della crescita potrebbe indebolire i debitori sovrani e ciò potrebbe a sua volta causare un deterioramento delle condizioni del settore finanziario, che non sarebbe in grado di sostenere la crescita.

Sul versante positivo, un ritorno della fiducia più rapido del previsto potrebbe far ripartire gli investimenti e i consumi privati. Inoltre, un miglioramento del contesto esterno, ad esempio una ripresa della crescita mondiale, potrebbe dare nuovo slancio alle esportazioni dell’UE. Un calo dei prezzi delle materie prime contribuirebbe anch’esso a stimolare i consumi.

Nota positiva dice Bianchi Loretta e che e principali economie del mondo si impegnano a coordinare gli sforzi per rilanciare la crescita, favorire l’occupazione e regolamentare i mercati finanziari.

Sono numerose le misure proposte dall’UE, fra cui l’impegno a perseguire l’equilibrio dei bilanci e migliorare le economie nazionali. In sintonia con questi obiettivi, il G20 ha accolto con favore il pianodell’area dell’euro per risolvere la crisi del debito che interessa alcuni dei suoi membri.

I paesi del G20 faranno inoltre di più per ridurre la disoccupazione di lunga durata e gli effetti della globalizzazione sui lavoratori.

Più commercio

Promuovere il commercio internazionale è lo strumento chiave per rilanciare la crescita e creare posti di lavoro. I leader del G20, che hanno chiesto una più stretta collaborazione per ridurre le barriere commerciali ed evitare il protezionismo, auspicano che l’Organizzazione mondiale del commercio svolga un ruolo più incisivo nella risoluzione delle dispute fra paesi.

Inoltre, hanno invitato alcuni paesi a non fissare più i tassi di cambio delle loro valute nazionali a livelli eccessivamente bassi per favorire le esportazioni.

Prevenzione delle crisi

Anche la riforma dei mercati finanziari e la protezione degli investitori sono stati due importanti punti all’ordine del giorno. Fra le priorità: una migliore regolamentazione dei mercati dei derivati e il contenimento del rischio di insolvenza delle banche.

I grandi istituti che svolgono un ruolo di primo piano nel sistema finanziario globale saranno sottoposti a maggiore sorveglianza. I paesi del G20 propongono di regolamentare le attività di tipo bancario svolte da fondi di investimento, società assicurative e altri istituti.

Per ridurre il rischio sistemico per l’economia mondiale, i paesi del G20 sono pronti a mettere a disposizione del Fondo monetario internazionale (FMI) risorse supplementari. I nuovi programmi di finanziamento serviranno ad aiutare i paesi in difficoltà economiche.

Riduzione della povertà

I leader del G20 hanno invitato i governi a mettere in atto gli impegni assunti a proposito di aiuto allo sviluppo, sicurezza alimentare e cambiamenti climatici e hanno concordato che, con il tempo, sarà necessario trovare nuove fonti di finanziamento per assistere i paesi in via di sviluppo.

Una soluzione potrebbe essere l’applicazione di un’imposta globale sulle operazioni finanziarie, proposta dalla Commissione e appoggiata dalla Francia, il paese che ha ospitato il vertice.

Altre misure metteranno a disposizione nuove risorse per la ricerca agricola e stabilizzeranno i prezzi dei prodotti alimentari, soprattutto per i paesi a reddito basso.

Da una semplice analisi di quanto pubblicato dal sito UE afferma Bianchi Loretta, il cammino della ripresa e iniziato.

Bianchi LorettaFonte UE

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